Dìcios e Peràula de Deus / Proverbi e Parola di Dio – immagini e nomi sardi di fiori – Laboratorio linguistico transoceanico – appuntamento mensile tra il Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina).
Il proverbio: “Beato l’uomo che spera nel Signore” ci stimola a continuare a vivere nel clima del Giubileo appena concluso. Ci fa da maestra la donna emorroissa. Ella, mossa dalla speranza, non si lascia bloccare dalla folla. Riesce a toccare il mantello di Gesù ed ottiene la grazia.
Presentada de su dìciu:
Su dìciu: “Biàdu s’òmine chi isperat in Deus” nos istuzigat a sighire a viver’ in su clima de su Giubileu apenas congruidu. Nos faghet de mastra sa fèmina emorroissa. Issa, ispinta dae s’isperàntzia, no si lassat frimmare dae sa truma de sa zente. Resessit a tocare su mantu de Gesus e otenit sa gràscia.

Sabato 14 febbraio 2026, con inizio alle ore 19:30, il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella invita soci e appassionati a sedersi a tavola per la tradizionale Gran Favata, appuntamento gastronomico che inaugura il Carnevale dei Sardi in città. L’evento, ormai divenuto tappa fissa del calendario culturale isolano-biellese, celebra attraverso il gusto la memoria di usi popolari e saperi contadini, che risalgono a secoli di storia condivisa.
La poesia di Nicola Loi, poeta di Ortueri, giunta al Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella nell’immediatezza del tragico evento, si fa parola ferita e condivisa, eco di un dolore che ha attraversato l’Isola e il mare. I suoi versi nascono dalla tragedia di Ottana, dove, il 15 gennaio 2026, un bambino di appena due anni si è spento nel sonno. Inutili i tentativi di soccorso, vano ogni gesto umano di fronte all’implacabile silenzio della morte.
La formazione biellese dai Quattro Mori torna in campo dopo la sosta invernale con una serie di allenamenti che consolidano i valori di aggregazione e appartenenza culturale
Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso immagini e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice: Gennaio