Un piccolo manufatto in ottone argentato, legato a una misteriosa “Fiera di Biella”, riemerge dal passato. Il Museo delle Migrazioni chiede ai cittadini di contribuire a identificarne origine, data e vicenda
Ci sono oggetti che sembrano piccoli soltanto nelle dimensioni. Poi li si osserva con attenzione e ci si accorge che dentro la loro forma minuta può essere custodito un frammento di storia. È il caso di un curioso fischietto in fusione di ottone argentato, recentemente entrato nelle collezioni del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo grazie alla donazione di Guido Antoniotti.
Al centro del manufatto compare un’àncora; sul cartiglio sovrastante si legge “Fiera di Biella”. Sono pochi elementi, ma sufficienti ad aprire una serie di interrogativi. Quando fu realizzato? Per quale manifestazione? Chi lo produsse? Era un oggetto commemorativo, un ricordo destinato ai visitatori, un premio o un articolo realizzato per la vendita? E soprattutto: quale Fiera di Biella evoca?

Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso fotografie e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice.
Dalla missione in Libano alla Sardegna, fino a Biella. Il rientro della Brigata “Sassari” diventa occasione per rinsaldare un legame fatto di appartenenza, memoria e solidarietà. E dagli otto bancali di giocattoli destinati ai bambini libanesi arriva un messaggio che attraversa il Mediterraneo: nessuno è solo.
Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella