Con il mese mariano, a Pettinengo sono tornati gli appuntamenti serali dedicati alla recita del santo Rosario. Ogni sera di maggio, alle ore 20.15, l’antico oratorio di canton Gurgo riapre le sue porte alla preghiera comunitaria, riportando luce e voce in uno dei luoghi più suggestivi della devozione popolare del Biellese.
lLunedì 18 maggio alle ore 20:15, nella chiesa liturgicamente intitolata ai Santi Grato d’Aosta ed Eusebio da Cagliari, le invocazioni mariane risuoneranno in lingua sarda e in piemontese, intrecciando tradizioni, spiritualità e memoria collettiva. Un incontro che trova il suo significato più profondo nelle parole del Vangelo di Matteo: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”.
L’antico edificio seicentesco, piccola perla preziosa del Barocco piemontese, è tornato a vivere grazie al restauro promosso dal Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe insieme alle associazioni del territorio, agli enti locali e ai soci benemeriti. Da allora, canton Gurgo è divenuto un luogo dell’anima, spazio di raccoglimento e ponte ideale tra Sardegna e Piemonte, dove la fede si esprime attraverso il valore universale della lingua materna.
Un’eredità spirituale più volte richiamata da Papa Francesco, che invitava a custodire la preghiera nella lingua imparata in famiglia, perché è nella parlata delle madri e dei padri che la fede trova le sue radici più autentiche. A Pettinengo, questo insegnamento prende forma concreta: la lingua sarda e il piemontese locale diventano strumenti di comunione, capaci di accogliere storie, generazioni e appartenenze diverse in un’unica esperienza di fraternità.
Accanto al gruppo delle “pie donne”, il diacono Elio Ceresa guiderà la recita del Rosario. Ai fedeli saranno distribuiti i fogli di navata con i testi di “su rosariu cantadu” in limba sarda e nella variante linguistica piemontese di Pettinengo, consentendo a tutti di partecipare coralmente alla preghiera.
Durante l’incontro, gli inni mariani e le invocazioni verranno intonati secondo le antiche melodie di Atzara e di Belvì, canti che conservano il respiro profondo della tradizione isolana. Le note, diffuse tra le antiche pareti dell’oratorio, accompagneranno un momento di intensa spiritualità, nel quale il Biellese e la Sardegna si ritroveranno uniti dalla stessa devozione mariana.
Nel silenzio raccolto di canton Gurgo, le voci dei presenti formeranno un unico coro di fede e di memoria, dove ciascuno potrà pregare nella propria lingua d’origine e, insieme, nella lingua dell’altro: segno vivo di una comunità che riconosce nella diversità delle parole la bellezza dell’incontro e della condivisione.
Salvatorica Oppes
Nell’immagine di repertorio, partecipanti alla recita del santo Rosario a canton Gurgo di Pettinengo



Radici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella