Quel fischietto con l’àncora cerca la sua storia: il Museo delle Migrazioni di Pettinengo interroga la memoria di Biella

descrizioneUn piccolo manufatto in ottone argentato, legato a una misteriosa “Fiera di Biella”, riemerge dal passato. Il Museo delle Migrazioni chiede ai cittadini di contribuire a identificarne origine, data e vicenda

Ci sono oggetti che sembrano piccoli soltanto nelle dimensioni. Poi li si osserva con attenzione e ci si accorge che dentro la loro forma minuta può essere custodito un frammento di storia. È il caso di un curioso fischietto in fusione di ottone argentato, recentemente entrato nelle collezioni del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo grazie alla donazione di Guido Antoniotti.

Al centro del manufatto compare un’àncora; sul cartiglio sovrastante si legge “Fiera di Biella”. Sono pochi elementi, ma sufficienti ad aprire una serie di interrogativi. Quando fu realizzato? Per quale manifestazione? Chi lo produsse? Era un oggetto commemorativo, un ricordo destinato ai visitatori, un premio o un articolo realizzato per la vendita? E soprattutto: quale Fiera di Biella evoca?

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Beirut, Alghero, Sassari, Biella: il ritorno dei “Dimonios”, l’abbraccio dei Sardi dell’Altrove

descrizioneDalla missione in Libano alla Sardegna, fino a Biella. Il rientro della Brigata “Sassari” diventa occasione per rinsaldare un legame fatto di appartenenza, memoria e solidarietà. E dagli otto bancali di giocattoli destinati ai bambini libanesi arriva un messaggio che attraversa il Mediterraneo: nessuno è solo.

Ci sono ritorni che hanno il passo della cronaca e altri che, oltre la cronaca, diventano memoria collettiva. Il rientro della Brigata “Sassari” dalla missione in Libano appartiene a questi ultimi.

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Quando tutto migra: il viaggio dei suoni e del respiro dalle Alpi alla Sardegna

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Domenica 2 agosto, nelle sale del Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli di Pettinengo, in via Fiume 12, è stata inaugurata la mostra «Il fischietto nel mondo, dalle Alpi biellesi alla Sardegna», curata da Guido Antoniotti.

L’esposizione, visitabile gratuitamente tutte le domeniche, dalle 15 alle 19, fino al 17 ottobre 2026, costituisce la tappa conclusiva del Festival delle Identità – Paesaggi sonori tra Piemonte e Sardegna, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, con il patrocinio del Comune di Pettinengo, della Regione Autonoma della Sardegna e di S.E.U. – Sardi Emigrati Uniti, in partenariato con «Voci di Donna» e «Pacefuturo» di Pettinengo.

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Agosto 2026, una parola sarda al mese: “T” come “TACCU”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

TACCU è il nome di un fenomeno paesaggistico della Sardegna. Viene riferito propriamente alla forma pianeggiante della sommità delle giare, le quali sono tabulati elevati dai duecento ai seicento metri sulla pianura. Il fenomeno è relativamente recente, datato al disotto dei cinque milioni di anni.

Avvenne che l’antica base calcarea del territorio fu spinta in alto da forti pressioni eruttive, che infine forarono il calcare emettendo immense quantità di lava molto liquida, la quale si espanse tabularmente ricoprendo i calcari.

La traumatica fuoriuscita ha spesso “cotto” e tabularizzato le stratificazioni sottostanti, indurendole in forma di tavole sovrapposte (quasi come certi plastici che riproducono scalarmente le isoipse). Infatti il sd. taccu corrisponde al bab. takku ‘tavoletta’.

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