“Bentos de gherra – Venti di guerra”, la poesia di Nicola Loi contro l’assurdità dei conflitti

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Dal cuore della Sardegna al Circolo “Su Nuraghe” di Biella, versi di denuncia e di fede tradotti in italiano da Antonio Ledda

Bentos de gherra / Venti di guerra è il titolo della poesia che Nicola Loi, poeta di Ortueri, ha fatto pervenire al Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella. Ultima in ordine di tempo tra le composizioni giunte al sodalizio biellese, l’opera si inserisce nel filone di versi che denunciano l’assurdità della guerra e ne smascherano la brutalità, restituendo alla parola poetica la forza di un monito civile e morale.

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Biodiversità nel Biellese: un dono dei Sardi alla terra di adozione: Marzo

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Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso fotografie e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice.

Arrivano le industrie – L’industrializzazione dell’Ottocento e del Novecento spostò la manodopera nelle fabbriche. Le campagne sui rilievi, poco produttive, furono abbandonate. In pochi decenni il bosco riconquistò i terreni coltivati, riportando il paesaggio alla sua configurazione originaria. Tornarono ad avanzare le specie forestali, mentre diminuirono quelle degli ambienti aperti. Il processo è tuttora in corso.

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“Nenneres” e “Abbondanza”: il ritorno dell’antico grano biellese tra rito e biodiversità

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Sacro rito quaresimale e recupero agricolo locale si incontrano nell’iniziativa del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”

Dal prossimo venerdì 6 marzo 2026, a partire dalle ore 21.00, presso il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, in via Galileo Galilei 11 a Biella, saranno distribuiti i tradizionali sacchetti di frumento destinati alla preparazione di “sos nenneres”, i germogli di grano che, secondo l’antica consuetudine sarda, vengono coltivati al buio e portati in chiesa il Giovedì Santo per adornare l’altare del Santissimo Sacramento.

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Marzo 2026, una parola sarda al mese: “P” come “PALLA”

descrizioneRadici e semantica delle parole sarde rivisitate mediante i dizionari delle lingue mediterranee (lingue semitiche, lingue classiche). Laboratorio linguistico di storia e di cultura sarda a Biella

PALLA in campidanese significa ‘paglia’; in logudorese si dice pàzza, in gallurese paḍḍa, in latino pălea. I nomi sardi sono enormemente più antichi di quello latino ed appartengono quantomeno al Neolitico. La base è sumerica, da pad ‘rompere, spezzare; to break’ + la ‘spulare (i cereali); to winnow (grain)’: palla‘pezzetti spulati’. Tuttavia è assai più congruo considerare il camp. palla quale relitto del Paleolitico, e la prova di ciò l’abbiamo dall’agglutinazione sumerica pag ‘to enclose, cage; includere, intrappolare’ + lag ‘zolla (di terra), grumo’: il composto pag-lag significò ‘grumo di materia inclusa’.

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Api, biodiversità e comunità: al “Su Nuraghe” il terzo incontro del corso di apicoltura

descrizioneBiodiversità, ricerca e tradizioni apistiche in dialogo tra Isola e continente

Venerdì 6 marzo alle ore 21 nuovo appuntamento al Circolo Culturale Sardo di Biella. L’esperienza del recupero dell’ape nera sicula diventa modello di collaborazione tra istituzioni, enti scientifici e apicoltori per tutelare le razze autoctone e rafforzare la resilienza ambientale dei territori, dalla Sardegna al Piemonte.

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