Oasi fiorite per la biodiversità: un ponte ecologico tra Sardegna e Piemonte

descrizione Biella rafforza il suo impegno ambientale con la terza edizione del Progetto “+API-Oasi fiorite per la biodiversità“, un’iniziativa che sta creando un innovativo collegamento ecologico e culturale tra il Piemonte e la Sardegna, con potenziali ricadute significative per entrambi i territori.

Finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, l’iniziativa prevede la semina di essenze mellifere presso l’Oasi delle Api, collocata nell’area monumentale “Nuraghe Chervu“: spazio configurabile come un autentico giardino mediterraneo, grazie alle piante fornite dall’ “Agenzia Forestale Regionale per lo Sviluppo del Territorio e dell’Ambiente della Sardegna” (Fo.Re.S.T.A.S.).

L’ente sardo, struttura tecnico-operativa della Regione nel settore forestale e ambientale, non si limita alla gestione del patrimonio naturale isolano, ma promuove attivamente programmi di educazione ambientale e di ricerca scientifica, creando un modello esportabile che ora trova applicazione anche in Piemonte.

La sinergia tra l’Associazione Biellese Apicoltori, del dottor Paolo Detoma, e il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe“, guidato dal dottor Battista Saiu, ha permesso alla città piemontese di sviluppare una proposta per integrare agricoltura sostenibile, formazione ambientale e protezione degli impollinatori.

Nei prossimi giorni, l’azienda agricola “La Torre” di Roberto Mercandino, attiva nel Parco agricolo fluviale biellese, avvierà le operazioni di preparazione del terreno e di semina, privilegiando varietà locali fornite dalla Fondazione Cassa di Risparmio. Il progetto assume anche una dimensione educativa grazie al coinvolgimento degli studenti dell’Istituto agrario “Vaglio Rubens“, i quali affiancheranno esperti e docenti per trasformare parte dell’area in uno spazio didattico dedicato all’apicoltura.

Situata alle porte orientali della città, l’Oasi delle Api non è solo un biglietto da visita naturalistico per i visitatori di Biella, ma rappresenta un polo di attrazione turistica. Le tre arnie protette da gabbie di volo costituiscono infatti una risorsa didattica unica nel suo genere, già oggetto di numerose prenotazioni per visite guidate gratuite rivolte a cittadini, studenti e scolaresche interessati all’ecosistema delle api.

Gli interessati possono prenotare al numero 334 345 2685 (Idillio).

Durante le visite, i partecipanti potranno osservare gli alveari e approfondire le problematiche dell’apicoltura moderna, con particolare attenzione alle sfide imposte dai cambiamenti climatici. L’area sarà opportunamente delimitata e dotata di pannelli informativi secondo i protocolli stabiliti.

L’edizione di quest’anno segna un’evoluzione rispetto alle precedenti, con una selezione di essenze mellifere rivista e ampliata, privilegiando specie autoctone, onde garantire un impatto più positivo sull’ambiente e sulla sopravvivenza delle api.

Questa collaborazione interregionale apre interessanti prospettive economiche: da un lato, promuove il turismo culturale tra Sardegna e Piemonte; dall’altro, valorizza le rispettive competenze in ambito ambientale e agricolo. L’Oasi potrebbe diventare un modello replicabile in altre regioni, con positive ricadute per l’ecoturismo locale e la diffusione di buone pratiche agricole.

Grazie a questo impegno congiunto tra istituzioni, agricoltori, associazioni e scuole, Biella si afferma come laboratorio di biodiversità e polo di innovazione per l’agricoltura sostenibile, creando un ponte con la Sardegna oltre la mera collaborazione istituzionale, ponendosi quale concreto esempio di sviluppo territoriale integrato.

Eulalia Galanu

Nella foto, lavori di preparazione all’Oasi delle Api, casiddos de Nuraghe Chervu per la semina di piante mellifere.

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