“Paghe”, Pace, è la poesia che Nicola Loi di Ortueri ha mandato a Su Nuraghe di Biella.
Scritta in lingua materna contemporanea, verrà inserita tra i testi del laboratorio linguistico transoceanico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, appuntamento mensile tra il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina) e il Circolo Culturale Sardo di Biella, corredato da immagini e nomi sardi di fiori.
I versi, nella traduzione di Gabriella Peddes di Tonara, con la revisione di Roberto Perinu, si inseriscono nel solco di poesie altrettanto belle e famose dedicate alla Pace: “Prendi un sorriso”, del Mahatma Gandhi; “Il discorso sulla pace”, di Jacques Prévert; “Preghiera sulla pace”, di Madre Teresa di Calcutta; “Dopo la pioggia e Promemoria”, di Gianni Rodari; “I bambini giocano alla guerra” e “Generale”, di Bertolt Brech; “Shemà”, di Primo Levi; “Uomo del mio tempo”, di Salvatore Quasimodo, concludendo con “Image”, di John Lennon, sulle cui note il giovane cantante inglese afferma che si dovrebbe “immaginare un mondo migliore”, condizione per rendere “più facile raggiungere un futuro migliore”.